Cultura

Libri di Successo Scritti da Ghost Writer

Ghostwriter (letteralmente “scrittore fantasma”) sono coloro che scrivono o rivedono materialmente testi la cui paternità, una volta pubblicati, è attribuita ad altri.
Nell’ultimo ventennio la loro importanza è talmente cresciuta da diventare una vera e propria categoria professionale; esistono addirittura agenzie di Ghost writer cui si rivolgono singoli autori o case editrici.

Si tratta comunque di scrittori professionisti ma che, ovviamente, sono invisibili per default (e per contratto) e spesso il grande pubblico ignora che magari dietro il nome di un celebre autore si possa nascondere il lavoro di un perfetto sconosciuto.
In genere sono utilizzati per autobiografie, discorsi di personaggi politici, testi per canzoni, ma anche romanzi.

Tra i primi Ghostwriter, impossibile non citare Howard Phillips Lovecraft, noto per i suoi racconti dell’orrore di fine ‘800, che scrisse un saggio inedito del famoso illusionista Houdini (The Cancer of Superstition) nel quale l’autore tratta il tema della superstizione.
Mai pubblicato per la prematura morte di Houdini, fu poi venduto all’asta solo quando venne ritrovato casualmente dalla Potter & Potter Auctions di Chicago in un negozio che vendeva articoli di magia.

L’editore statunitense Edward Stratemeyer nei primi del Novecento grazie ad una vera e propria cordata di Ghostwriter pubblicò decine di serie di libri per bambini e per ragazzi (il più noto esempio è Nancy Drew).

Il noto romanzo Swan (Il Cigno, pubblicato in Italia da Mondadori in migliaia di copie) è un romanzo scritto da Caroline Upcher, editor di una casa editrice inglese, sul tema della moda, ma pubblicato a nome di Naomi Campbell.

In cima alle classifiche dei libri più venduti in assoluto troviamo War Cry del noto Wilbur Smith e il thriller The Black Book di James Patterson, entrambi scritti in realtà da una vera e propria équipe di Ghostwriter.
Sembrerebbe quindi una pratica assai diffusa proprio per molti romanzieri prolifici che pubblicano con il proprio nome best-seller con produzioni industriali.

Ancora un esempio emblematico. Andrew Crofts è il Ghostwriter inglese in assoluto più pagato al mondo: circa 130mila euro per ogni libro per decine di milioni di copie pubblicate a livello internazionale.
Si può immaginare che i nomi di coloro che compaiono in copertina siano tra coloro che sono quasi costantemente in vetta alle classifiche dei best-seller mondiali ma, ovviamente, questo scrittore fantasma non può citarli.

Solo qualche eccezione: Vendute!, autrice ufficiale Zana Muhsen, grande successo editoriale della Mondadori; The Change Agent per James Martin (noto informatico inglese); e Il Fabbricante di sogni, grande successo editoriale pubblicato in Italia da Piemme.

In Italia, tra i più noti Ghostwriter, Susanna del Ciechi ha pubblicato numerosi grandi successi editoriali, tra cui, Il mio ultimo anno a New York, il cui elevato plauso ha portato anche alla la traduzione in inglese e al lancio negli Stati Uniti con elevate tirature.
Anche il famoso Diario di Bridget Jones è stato scritto da una Ghostwriter italiana, che in varie interviste racconta le sue esperienze professionali, senza rivelare mai il proprio nome.
Ma anche i romanzi rosa di Liala, dei quali, quelli della sua vecchiaia, sono stati scritti da un giovane studente universitario della Facoltà di Lettere della Sapienza di Roma.

Tra le biografie, si consideri il grande successo di quella del famoso tennista statunitense André Agassi scritto da J. R. Moehringer (noto giornalista premio Pulitzer): Open, con più di 500 mila copie vendute.
Ma anche quella di Donald Trump, che per la sua The Art of the Deal si è avvalso del giornalista Tony Schwartz, scelto per la sua notorietà e il suo plauso tra i media, nonostante le loro divergenti idee politiche.

Normalmente il nome del Ghostwriter non viene mai citato, eccetto proprio nei casi in cui invece pubblicare anche il nome del vero scrittore non rappresenti, per la sua notorietà, un elemento che fa aumentare la tiratura delle pubblicazioni.
Si prenda ad esempio l’autobiografia di Loredana Bertè: il fatto che sia stata scritta dal noto giornalista Malcolm Pagani ha certamente contribuito ad aumentare la tiratura.

E’ importante sottolineare, però, che il lavoro del Ghostwriter non è sempre una attività che si svolge in totale autonomia, su commissione di una casa editrice o della celebrità stessa.
Spesso, lo scrittore invisibile collabora con quello che poi risulterà essere l’autore ufficiale, per rispettare ad esempio le sue linee guida, la trama, il messaggio che vuole sia trasmesso.

In alcuni casi la collaborazione tra scrittore e autore diventa talmente stretta che si possono citare come coautori.
Francesca Parravicini, esperta Ghostwriter italiana con più di quaranta libri scritti in anonimato, afferma addirittura di aver instaurato un rapporto di grande amicizia proprio con una delle sue autrici.

Quindi, il fatto che l’autore firmatario possa non essere colui che ha materialmente scritto il testo, non è sempre da considerarsi un segno di assoluta negatività: anzi, proprio quando si tratta di best-sellers seriali e di ampio respiro, è probabile che sia necessario il supporto del Ghostwriter, nella stesura, revisione e articolazione del testo, creando una frequente e fattiva collaborazione con l’editore o con l’autore stesso.